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Oronzo BRUNO

Tele monocromatiche si sformano su grandi pareti, mosse da una grande passione per gli aquilonie per la sua sostanza prima... il vento.
E in un racconto visivo tessuto di riflessi mutevoli, di luce sognante, di emozioni vissute, ha trasformato il vento in emozioni che sforma e dilata tele in un movimento continuo.
Mirella Coricciati 

 

 

 
 
Oronzo Bruno
Nasce a Castrì di Lecce nel 1955, acquisendo fin dall’infanzia una forte predisposizione alle tecniche artistiche e del colore.
Dipinge fin dagli anni ‘70 utilizzando colori ad olio, appena maggiorenne, si specializza nel ritrarre paesaggi, marine e monumenti storici.
La sua prima mostra, allestita proprio in Piazza Municipio, a Castrì, nel 1983, riscuote un notevole successo, con un tutto esaurito di vendita delle opere.
L’artista si specializza nell’arte della cornice, raggiungendo una perizia tale per cui anche questo oggetto contribuisce all’opera d’arte che racchiude.
Di recente la sua ricerca si sposa con altre affascinanti forme d’arte,le presenta all'Hotel Hilton Garden Inn – Lecce – 01 al 31 Maggio 2012.
Oronzo Bruno scopre la passione per le ‘estroflessioni’ e le superfici modulari, che espone al Teatro Chiesa di San Pio di Pietrelcina – Roma – 02 al 30 Giugno 2012
Le sue ricerche confluiscono in una prima e totalmente inedita mostra dal titolo “Superficie / Modulare” galleria Arca a Lecce 2011, nel 2015 espone a Roma presso
show-room "Pro-Archs" e dá vita a nuove forme artistiche. Nella sua ultima personale," Estroflessioni ", ex conservatorio di sant'Anna a Lecce il concetto spaziale si fa forte come il suo amore per gli aquiloni.
Nel 2016/17 le sue opere sono state battute nella casa d'aste Babuino a Roma.
 
 
 
 
 
Una vita extroflessa... di Mirella Coricciati
 
L'Arte di Oronzo Bruno nasce e vive nello spazio, tra i cieli, là dove prendono vita i suoi aquiloni. Volano liberi nel cielo, collegati alla terra da un filo nelle sue mani ed ecco: si deformano si illuminano si colorano. 
Sono così, come aquiloni in volo le sue opere su tela che si scioglie, si disfa, si deforma.
Eppure non sono in volo ma in un cammino incerto nella vita dell'uomo.
È lì che l'artista si colloca in un passato e ripassato, in una tela extroflessa
sempre tesa a un discorso esistenziale, cui affianca una costante ricerca e sperimentazione sui materiali e sulla loro complementarietà con lo spazio.
" Se l'arte dice l'indicibile, io sto parlando del luogo dove è detto l'indicibile, 
che tale rimane" fu questo uno degli assiomi lapidari con cui Agostino Bonalumi, uno dei maggiori astrattisti del Novecento, osò definire la sua rivoluzione.
É da qui parte lo studio e la forza di Oronzo Bruno, plasmare la materia, come solo il grande Bonalumi il maestro visionario della tela "in 3D" sapeva fare. 
La ricerca e lo studio sono sempre in un continuo divenire, per Oronzo Bruno  è necessario che le sue opere possano vibrare come in un volo continuo.
Importante è la collocazione dell'opera sulla parete, diventa importante il rapporto con i muri perché l'opera non è statica ma si muove nello spazio circostante.
Si deforma e sembra vivere di luce propria come i suoi aquiloni nel vento.
Oronzo Bruno ha modi affabili e riflessivi, il bianco è il colore non colore ma nelle sue mani forma e colore diventano vita che cambia l'essere nel suo percorso, come aquiloni nel cielo.