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Antonio TORSELLO

“Ti sento nel sangue sin dall’alba dei miei dì mi piace guardarti dentro, partendo dai tuoi scogli, scolpiti dal tempo e dal mare taciturni e quasi nervosi a farsi sfiorare dai piedi e dalle mani dell’uomo. Solo la tua acqua cristallina li scolpe e gli anima, si nota in essi, come se un presagio millenario avesse tracciato empirici disegni, figure difformi e fantasiose. Così avidamente, curiosando, fra mare, paesaggi e paesi, all’improvviso mi trovai in una pudica città, Lecce, che con l’ingegno del suo operare, mutò quei scogli in sogno li mutò in quell’incomparabile linguaggi che è il suo sognante barocco, meravigliosi, geniali scogli.” (Salentum - Antonio Torsello)

 
 
Antonio Torsello
Il maestro è un esponente della ricerca espressionista astratta, che ha esposto con molto successo sia di pubblico nonché di critica, oltre che in Italia (tra cui Fondazione Memmo — Roma), anche a New York, Francia, Germania, Bruxelles e Stoccolma, dove è stato messo in evidenza la creatività, il messaggio estetico, innovativo ed il suo eccezionale cromatismo. Ultima esposizione al Musée de Louvre — Musée des Arts Decoratifs, con l’opera: Cerchi pensanti acrilico su tela 50x70 omaggio a Papa Benedetto XVI. Antonio Torsello, Tenore e Pittore Salentino, nato il 1940 in Italia. Dopo le scuole elementari, studia nell’Istituto “Gesù Divino Operaio” in Roma e poi nel Seminario di Acquapendente, sino all’età di diciotto anni dove vengono in evidenza le sue ottime qualità vocali, musicali ed artistiche. lnizia gli studi di canto lirico a Roma, durante il servizio militare e successivamente alla scuola del M° tenore Libero De Luca, nel cantone di Thurgau, in Svizzera, dove si trova per lavoro. Ha continuato a Lecce con il baritono Luigi Demitry, a Valencia in Spagna, con il grande tenore Giacomo Lauri Volpi, presso l’Accademia Internazionale D’Arte di Nizza, Francia, con Iris Adami Corradetti ed ha avuto ottimi consigli dal grande baritono, Gino Bechi. Finalista al XX Concorso Internazionale “Giovani Cantanti Lirici”, Premio Giuseppe Verdi di Parma. Da allora ha eseguito attività operistica e soprattutto concertistica, televisiva, radiofonica sia in Italia che all’estero come: Cattedrale di S. Patrizio a New York, Gran Teatro La Fenice di Venezia, alla Old Cathedral of M. Street a New York, Teatro Carlo Goldoni, Teatro Corso, Sala Concerti dell’Accademia di Musica Superiore, Fondazione Levi, Teatro Toniolo in Mestre- Venezia, Teatro San BabiIa di Milano, Teatro Petruzzelli di Bari con il Direttore Artistico M°Carlo11 Vitale ed il Direttore d’Orchestra Mariani, l’11 Agosto 1979 a Gallipoli- Lecce ha eseguito il ruolo del Duca di Mantova nel verdiano “Rigoletto”; inoltre si è esibito a Parigi, Zurigo, San Gallen, Freiburg, Reuthingen, Hagen, Firenze, Roma, ecc.., con colleghi come Renato Bruson, Rita Lantieri, Lorenzo Saccomanni, Arturo Testa, Kurt Ridl, Floriana Sovilla, Giorgio Surjan, Antonella Trevisan, Cecilia Gasdia e molti altri, sempre con grande successo di pubblico e critica.  Nel 1981 a Venezia, per l’lnternazionaIe Associazione “Mario Del Monaco” nella Rassegna di Opera-Prosa-Balletto ha cantato con vivo successo nei panni di Pollione in “Norma”di Vincenzo Bellini. Il 15 Dicembre 1986 è stato premiato da Giulietta Simionato al Teatro “San Babila” di Milano per aver interpretato il ruolo di Mario Cavaradossi, nella Tosca di Giacomo Puccini. È ideatore della scultura e patron del premio nonché fondatore e direttore artistico de||’Associazione artistico- culturale “Il Pentagramma” nata a Venezia nel 1981, la quale, dal 1985 assegna il “Pentagramma d’Oro” a personalità artistiche e culturali di rilevanza internazionale, quali: Gino Bechi, Carlo Bergonzi, Giulietta Simionato, Luis Toffolì, Luciano Pavarotti, Anita Cerquetti, Renato Bruson, ed altri. Il 25 Maggio 1996 nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze gli e stato conferito, per grandi meriti artistici, il Diploma di “Accademico” della Internazionale Accademia “Le Muse”di Firenze. (foto a destra). Con l’ensemble “II Pentagramma”, opera in Italia ed all’estero con grande successo, ha inciso CD e cassette. Da alcuni anni risiede a Lecce e dal 5 Luglio 2002 al 2006 è stato componente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, nominato dal M.l.U.R. (Ministero dell’lstruzione Università e Ricerca) in qualità di esperto.
 
 
Il mondo fiabesco di Antonio Torsello...di Franco Batacchi
Un vecchio aneddoto racconta che i critici d’arte suddividono i pittori in diverse categorie: quelli che dipingono ciò che credono di vedere, quelli che credono di vedere ciò che dipingono, quelli che dipingono ciò che vedono, quelli che credono di dipingere ciò che vedono, e quelli che semplicemente credono di dipingere. Ebbene, Antonio Torsello non può essere costretto in una casella di questa rigida e impietosa gabbia tipologica. La sua pittura, infatti, ben poco ha da spartire con lo schema della “visione”, intesa come percezione del reale, ovvero dell’incidenza della luce sugli oggetti. Libero da condizionamenti accademici, ricco di un bagaglio culturale polimorfo, Torsello è approdato naturalmente all’arte figurativa dopo esperienze ad altissimo livello in altri settori espressivi, con estrema naturalezza. Come un uccello canta e poi vola, così Torsello, dopo essersi appropriato dell’arte canora, ha scoperto l’incanto delle forme e dei colori. ll suo approccio alla tela e “furibondo”, quasi aggressivo. Si tuffa nel bianco come nel vuoto, ne campisce a settori lo spazio e vi fa pullulare miriadi di forme vibranti come coriandoli o stelle filanti. A ben vedere le sue forme possono suggerire paesaggi, naturali od urbani, abitati da umanoidi e da bizzarri animali: anche i fantasiosi titoli dei dipinti indurrebbero ad interpretazioni “figurative”. Ma i pretesti, a mio parere, contano molto meno dei moventi e - soprattutto - degli esiti. Esiti che appaiono sorprendenti per le vivacità e forza d’impatto, nonché originali per uno “stile” già maturo dagli esordi. Torsello riesce a coniugare, con disinvoltura e certo inconsciamente, alcune componenti fondamentali dell’arte contemporanea: espressionismo nordico, astrattismo mitteleuropeo, solare colorismo mediterraneo. Una pittura, la sua, che potrebbe essere nata in America, in Sicilia, a Venezia, a Berlino. E invece è apolide, internazionale come il suo autore, che guarda il mondo con gli occhi di un fanciullo felice e ce ne rende partecipi.

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