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FRANE'

 
Franè
E' l’acronimo di Franco Estrafallaces nato a Lecce il 1 Maggio 1944 – dopo il normale percorso scolastico ha lavorato in banca per circa 40 anni.  Nel contempo si è dedicato al calcio giocato, alla musica e alla pittura a tempo perso. E’ anche iscritto all’albo dei giornalisti fondando il giornale Nuovo Sud.  Successivamente da pensionato, avendo l’iscrizione all’albo dei mediatori creditizi, ha esercitato la professione libera per qualche anno. La pittura ripresa a tempo pieno si pone come testimonianza di forza della vocazione artistica. E’ il tipico caso di un soggetto che ha deciso di accostarsi all’esercizio pittorico per svago, per passatempo alla ricerca di un antidoto ai veleni sempre più pericolosi dell’esistere quotidiano. La creatività e la ricerca lo impegnano ancora oggi a trovare il segno importante che lo possa distinguere dagli altri. Le emozioni dei giochi per dirla alla Picasso, non mancano assieme alle suggestioni che lo portano a migliorare la sua condizione, anche perché è molto onesto e attento nei particolari di vita senza farsi illusioni.
 
 
 
 
Incontro con l’arte di Franco Estrafallaces ...di Mario De Marco
 
A Franco Estrafallaces, in arte Frane’, mi legano quasi cinquant’anni di amicizia e di stima, non solo per la comune passione per l’arte, ma anche per tanti valori esistenziali, che ampiamente abbiamo condiviso. Lo conobbi presso la Galleria l’Esagono di Lecce negli anni Settanta del secolo scorso e all’epoca si dedicava a realizzare composizioni pure di paesaggi che si iscrivevano nel genere raffigurativo allora in voga, che in larga parte compiacevano il gusto locale, ampiamente ancorato alla scuola pittorica napoletano – salentina. Innanzitutto va annotato che Franco si è sempre dedicato all’arte per pura passione e per questo suo stato di essere, non avendo interessi venali, ha potuto veramente assecondare il suo spirito di ricerca che da una decina d’anni è approdato esclusivamente a espressioni astratte e per certo simboliche, scaturite dalla propria dimensione onirica. Persona poliedrica e creativa, Franco è stato consulente finanziario, è giornalista e per il suo fare artistico è stato ben notato e coglie ora tanti apprezzamenti. Egli possiede il raro dono di sapersi guardare “dentro”, di osservarsi e osservare, affrancandosi quindi dalla becera corrente comune. Attualmente con la sua opera proietta visivamente, con i segni e con misurate cromie, tanti aspetti della propria interiorità, ricca di valenze che appartengono a tutti, pregna sicuramente di significati simbolico – allusivi. Su ampie campiture, di diverse tonalità, ma prevale il nero, su piani quale il legno, la tela, la carta e la stoffa di diversa fattura, Franco Estrafallaces traccia robusti segni  che quasi sempre producono figure geometriche, triangoli soprattutto, che alludono all’ordine, alla misura e alla disciplina, e quando il segno diversamente si articola palesa l’interiore tensione per addivenire a maggiore libertà. In questa produzione Franco con parsimonia usa sprazzi cromatici, che altrove sono più presenti fino a realizzare veri e propri amalgama oppure stesure monotonali, servendosi dell’acrilico o dello smalto. Altre volte, ancora, si avvale dell’intonaco per realizzare composizioni materiche in moderato rilievo. Anche in queste composizioni policromatiche il nostro artista attinge dal proprio onirico e complessivamente e dalla dimensione psichica, sia dalla sfera fantastica ma soprattutto dal profondo delle rimozioni, di cui con la rappresentazione attua evidenti abreazioni. In sintesi le composizioni di Franco si fondano sul segno e sul colore, il tutto effettuato in maniera ludiforme, con immediatezza, con spontanea semplicità. Egli possiede quindi la consapevolezza di assecondare se stesso, scansando qualsivoglia intento programmatico, e pertanto ritorna alle origini della comunicazione rappresentativa, quello che  ieri come oggi palesa l’infanzia dell’umanità, sia delle civiltà primitive e sia dal momento che il bambino comincia ad usare la penna su  superfici che gli si propongono o trova. Insomma il suo è un punto alfa teso a percorrere un cammino che va dal semplice al complesso, e questo è un intento che pochissimi, con originalità come nel caso di Franco, si sono proposto, è un operazione che esige costanza e fedeltà, un fare per tutti e per nessuno, e per quanto concerne lo spettatore, per comprendere il quadro del nostro artista ha bisogno di individuare il mondo delle cause, andando dentro e dietro la composizione.