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Aldo MUSCOGIURI

Dalle segrete riserve del cuore e della memoria, prendono forma segni che non solo ripropongono e, chissà, rincorrono situazioni vissute e sognate, ma nell'infinito spazio della fantasia la mano riproduce un'affermazione di nitida felicità, quella felicità semplice che solo chi conserva la fanciullezza dentro sé può comprendere e sentire. L'utopico messaggio dell'autore, fortunato colui che lo saprà recepire, è il ritorno a quell'incanto adolescenziale che, nella concretezza di una realtà materialistica ed oggettivamente, anche nello stesso modo dell'arte, viene schiacciato e dimenticato, in un sistema privo di spazio per il sogno.

 

Aldo Muscogiuri
 
Nato a Lecce nel 1947. Diplomato in pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, frequentando i corsi di Franco Gentilini e Luigi Montanarini, ha poi collaborato con una stamperia e galleria d'arte della capitale come incisore e stampatore, lavorando per i maggiori artisti italiani e stranieri.
Nel 1973 partecipa alla III Rassegna Internazionale di pittura e scultura a Palazzo dei Congressi a Roma in occasione della Mostra della Stampa e dell'informazione.
Nel 1979 è presente alla Mostra collettiva presso la Omega Gallery di New York.
Nello stesso anno viene premiato, per la grafica, al concorso Internazionale Città di Alassio (SV) e alla I Biennale Fratelli Conti editori-Napoli.
Nel 1981 partecipa ad una mostra presso la Galleria l'Estampille di Bruxelles e nel 1986 espone presso la galleria Centro Storico di Firenze. 
Le sue opere sono presenti in collezioni private in italia e all'estero.
Vive e lavora a Lecce
 
...di Carlo Franza 
Si può arrivare a indicare la forza di un artista proprio nella sua capacità di reagire ai condizionamenti esterni, rifugiandosi nel suo patrimonio etnico-biologico e facendole emergere in termini di espressione come autentica ricchezza.
E' ciò che da alcuni anni è andata cercando di fare un giovane artista leccese, Aldo Muscogiuri. il quale accanto ai suoi corregionali Pino Pascali ed Ercole Pignatelli, ha segnato una vera e propria linea pugliese nell'arte italiana. Ed ecco, allora, Aldo Muscogiuri dibattuto tra i due postulati della tradizione e del rinnovamento, all'interno dell'evoluzione del gusto generale come la compenetrazione nella storia del passato, e con lo scavo delle consonanze interne con l'antico.
Accanto agli olii, dove la pittura corposa è di forte impianto realistico di sapore quasi merlottiano, troviamo la grafica, in un esempio alto di "decerum", che evidenzia la pulsione di rivelare come in un filtro, non un'arte povera ma un'arte populistica, nei riti che possono apparire poco comprensibili a chi non conosce l'ambiente culturale da cui traggono origine. Perciò, è sintomatico che Aldo Muscogiuri abbia trovato già un suo dire artistico, come simbiosi tra umano e naturale, arrivando a calare la sua pittura in una verità delle cose, anche le più semplici, che si carica di profondi significati psichici. Il richiamo dell'espressionismo mitteleuropeo, che svela la sua origine meridionale fortemente impregnata di lezioni altamente qualificanti, immette accanto al fondo sensualmente romantico, un'aderenza straordinaria al succo umoroso delle cose, viste ed assaporate quasi golosamente. La riappropriazione di una cultura meridionale, in termini di "puro visibilismo", che Aldo Muscogiuri accende nel richiamo fascinoso di un'arte cortese, pur tra toni aristocratici e populistici, ma sempre arte raffinatissima, piena di seduzioni; riconduce queste seduzioni a un linguaggio di splendida complessità stilistica, in una "rivisitazione" mai inerte, anzi fertilissima e ricca di modalità. E laddove il folclore delle storie paesane e provinciali della terra pugliese, si mescola ad una condizione della comunità sociale vista e sentita anche nella sua cruda e contorta dialettica d'oggi, Aldo Muscogiuri dà ragione d'essere nel punto centrale di un lavoro di analisi formale che è tipico, del resto, di una impostazione interdesciplinare nelle scienze cosiddette positive: in primis, l'arte. Aldo Muscogiuri ha avuto il coraggio intellettuale di aprirsi alla pienezza di un'autentica interpretazione della storia: la quale diventa, per lui, un repertorio inesauribile di spunti e di motivi.