Background Image

Valentino MARRA

Una faccia un volto, l'attimo vissuto da esso, con le sue passioni e la poesia del momento, sfuggente.
L'importanza di fermare quell'attimo per poterlo vivere intensamente prima che svanisca con il resto della vita.
Fermare un fotogramma dell'esistenza trasformandolo in poesia e la magia si compie dando vita a quell'attimo fugace per impedire che nell'affanno del vivere rimangano solo tele bianche.
Mirella Coricciati
 
Valentino Marra 
Pittore e scultore salentino (nato a Lecce nel 1956) si è diplomato Maestro d'Arte presso la scuola d'arte "Gioacchino Toma" di Galatina e successivamente ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Lecce. Ha partecipato a qualificate mostre personali e collettive in diverse città italiane e straniere dal 1980 in poi. Le sue Madonne dominano gli altari di alcune delle cappelle private più prestigiose del Salento, ha eseguito le pale d'altare della Chiesa degli Angeli di terra d’Otranto (2009). Le sue opere sono presenti nelle più importanti fiere d'arte contemporanea nazionali.
Nella sua personale presso il Palazzo della Comunità ad Orta San Giulio (6 dicembre 2013 - 7 gennaio 2014) con grande successo è stato presentato il libro "Dreams on Canvas" una monografia con circa 100 opere dell'artista pugliese prodotta e distribuita in tutto il mondo da Silvana Editoriale, a cura di Francesca Franco direttore della fondazione  Alighieri  Boetti e assistente dal 2008 di Achille Bonito Oliva.La critica Francesca Franco ha definito Marra, un perpetuo trafelato presente che percorre il tempo e lo spazio mostrandoci l'istante "Questo". Le sue operesono presenti nel film "CENERE" scritto e diretto da Simone Petralia, prodotto da Giuseppe Lepore, 2015.
Nell’ultima mostra personale a Monte Carlo - Incoming Proget - Ptè de Monaco, Galleria MONNA LISA 20, dal 9 Maggio al 28 Giugno 2015, Valentino Marra ha omaggiato la famiglia reale di Monaco con un’opera dedicata alla principessa Grace Kelly.
Ottobre 2016 le sue opere “Tango” sono state presentate al Casino Barriere Croisette Cannes.
Il pittore salentino è stato scelto come protagonista della rassegna “AltaModa AltaRoma”. L’arte di Marra ha convinto la direzione de World of Fashion che nel 2016 lo premia “Artista dell'Anno”. Un’opera imponente di 6m x 4m torna come protagonista scenografica della passerella, nella 16ª e 17ª edizione, calendario AltaRoma.
Nella primavera del 2017 le sue opere “QUADRIDIMENSIONE” sono state presentate a Louvre Museum of Decorative Arts.
Valentino Marra si configura sempre di più come uno degli ambasciatori delle Arti e della Cultura del Salento nel mondo.
 
 
Un perpetuo trafelato presente... di Francesca Franco
 
«La modernità non fu forse fin dall'inizio un processo di "liquefazione"? "Fondere i corpi solidi" non è forse stato il suo passatempo preferito e il suo principale successo? In altre parole, la modernità non è forse stata "fluida" fin dalla nascita?"» 
(Zygmunt Bauman, 2000)
 
…In questo scenario di vite di corsa Marra afferma l’esigenza di riscattare uno spazio indispensabile di sospensione che, senza annullarla, metta però tra parentesi la realtà, per riflettere su questioni personali che riguardano tutti: esigenze e felicità, memoria e oblio, fondatezza e inconsistenza, costrizione e libertà, passato e futuro. Lo fa optando per una pittura lenta e meticolosa contraria a ogni imperativo di efficiente produttività. Una pittura fatta al modo degli antichi, per successive sottili velature di colore ma sgargiante come nella migliore tradizione pop, per meglio gareggiare con l’universo totalizzante dei mass-media.
In questa ricerca di un tempo altro si compie nel 2009 la folgorazione per la quarta dimensione e con essa un primo essenziale punto di svolta nella ricerca di Marra. La durata di Bergson, nella sua perenne e simultanea convergenza di presente e passato, conteneva infatti una promessa di intensificazione e modificazione dinamica della realtà materiale, ossia della parte s(t)olida e pesante della modernità. Marra muove da questa coniugazione di spazio e di tempo, per insistere attraverso una pittura viscosa sulla memoria quale fulcro della relazione tra materia e ciò che nell’uomo non è materia e neppure spirito, ma vitalità, affettività e pensiero. Una dicotomia dialogica che egli traduce in immagini a volte al limite della riconoscibilità e dell’astrazione. Spesso usato direttamente, senza l’intervento preventivo del disegno, il colore-luce si presenta come una massa prepotente e invasiva, che deforma lo spazio incurvandolo insieme con le linee-forza che costruiscono le figure. Le quali sono così liberate da qualsiasi ricordo di realtà percepita, per farsi espressione di qualcosa di più originale e insieme universale. Nascono così opere come Alchimia della ragione, Frammenti vitali, Il tempo e la coscienza dell’istante, Egoità spirito nell’immediatezza, Protemporalità, Quadristante, Movimento continuo e assoluto o Illusione del vivere, che si distingue dalle altre per sintesi iconica, giocata com’è sull’alternanza di due soli colori, bianco e giallo, a simbolizzare la luce: qualcosa per sua natura tanto ambigua da continuare a sfidare la scienza. Nonostante il significato letterale del titolo, questo quadro è una enuncia una voglia di libertà, di scioltezza, di leggerezza, evoca il desiderio di andare oltre, liberandosi dai limiti, da tutto ciò che è un ostacolo a una vita che si vorrebbe nuova, e che forse già lo è se solo non fosse negata.
E Marra non la nega, con semplicità l’accoglie e l’asseconda, sostituendo all’intransigenza metallica e alla fosca protesta del nero, il diverso senso d’assoluto del bianco, la sua fusione appagata di tutti i colori dello spettro in movimento. Illusione del vivere scandisce, dunque, un momento decisivo di passaggio e di trasformazione, che apre la strada all’esplosione cromatica e vitalistica che di lì a poco avrebbe trovato compiuta espressione nella rivisitazione di temi pop come le Marilyn, i fiori e le bottiglie di Coca-Cola. Temi certo d’immediata piacevolezza o di collaudato appeal, ma utili a traghettare una riflessione non banale e per nulla edonistica verso un pubblico più ampio e diversificato per provenienza e background culturale.