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MONTANARO Paola

“L’arte è il quinto elemento della natura … umana ”!

Arriva come una forza cosmica  nelle donne e negli uomini che hanno un cuore in grado di percepirne gli impulsi che, in un secondo momento, la mente dovrà decodificare in immagini vibranti, forti, appassionanti.

 

Paola Montanaro
Nasce a Massafra il 10 gennaio 1969. 
Affiancata dalla passione per il disegno e la fotografia, intraprende studi prettamente scientifici: dopo aver conseguito il Diploma di Tecnico di Laboratorio, si laurea in Scienze Biologiche. L’interesse per la realtà, con le sue infinite forme e possibilità, passa attraverso lo studio della scienza e della natura, ma trova nella creazione grafica il modo per svilupparsi e crescere. Questa volta sono i software di grafica vettoriale (Adobe Illustrator)  lo strumento di interpretazione della realtà: dal 1998  lavora come grafica pubblicitaria per dare spazio alla sua vena creativa.
Nelle illustrazioni di Paola la linea è interpretata da strumenti diversi: con la grafica digitale l’artista plasma la duttilità della linea cogliendo l’intensità di uno sguardo felino o l’espressività di un volto. Con le Illustrazioni  vettoriali colora ed interpreta i volti attraverso linee dure e spazi netti dai colori pieni e vibranti.
Con la carta di giornale che strappa e riutilizza nei collage la linea ha un nuovo carattere deciso, fatto di imperfezioni materiche dalle inconsuete sfaccettature e possibilità.
La carta, utilizzata nel primo periodo della vita dell’artista per creare illustrazioni e composizioni grafiche, adesso viene sminuzzata in mille pezzi e frammentata in una miriade di parti: quella che un tempo era un’interpretazione singolare della realtà diventa una visione plurale.
Il collage è, infatti, l’ultimo approdo dell’artista, un porto sicuro in cui disperdere le rifrazioni della luce, le sfumature del colore e le linee sinuose dei soggetti: un nuovo contenitore artistico in cui si muovono in sincrono armonia, creatività, passione e bellezza.  Strizzando un occhio alla pop art, le opere dell’artista si affacciano sul panorama dell’arte contemporanea: i soggetti sono i personaggi del cinema, scrittori, fumetti, quadri e foto famose, ritratti di gente comune... 
Una particolare attenzione è rivolta all’ecosostenibilità: la carta di vecchi giornali e riviste trova un nuovo impiego nel collage, che prende vita oltre che sulla tela, anche su totem ed espositori grafici riciclati. 
Il collage diventa un’esperienza che ha un’azione con spinta contraria alle opere create in precedenza,  ma che ha una forza comunicativa raddoppiata. Allora l’arte si somma all’arte, in una composizione unica.
 
 
 
Il nuovo si muove nella “Sua Pop Art”...di Massimo Galiotta
 
Paola Montanaro è stata chiamata a questo ruolo, difficile, complesso ma frutto della sua natura, di donna, di madre.
Taglia la materia, la carta, e la trasforma come gli antichi “mosaicisti” (bizantini) facevano con le minuscole tessere  monocromo che modellavano fino a farle diventare elementi imprescindibili dell’opera d’arte.
I suoi occhi d’artista guardano al futuro ma non disdegnano, volgendo lo sguardo al passato, quelle correnti che l’hanno preceduta. Interessanti e degni di nota i suoi punti di vista su Amedeo Modigliani o su Tamara De Lempicka.
E’ stimolata dalle immagini, dal potere che celano, e dall’interpretazione delle stesse che nel tempo hanno dato autori come Pier Paolo Pasolini o Quentin Tarantino pionieri o verosimilmente, come lei, acuti lettori del contemporaneo.
Nelle sue opere si legge il ruolo e la condizione della donna nel tempo, punti di vista nuovi, omaggio di Paola a chi la donna l’ha resa libera, anche nei fumetti. Meravigliosi i suoi collage su tela omaggio alle “eroine” erotiche di Milo Manara e Guido Crepax, che la Montanaro rende opere degne d’essere esposte nei musei  d’arte contemporanea e che non hanno paura di sfidare lo sguardo di chi credeva, fino ad ora, di amare solo il classico, il vero.
E' giovane e lo si percepisce dai soggetti che – dipinge – con la sua carta appiccicosa o con le sue schegge di colore ricavate con i più moderni strumenti che la tecnologia ci offre. Sperimentatrice, rimodella l’arte riprendendo i lavori lasciati in sospeso dal gruppo della Pop Art italiana e mondiale del XX Sec.; visionaria re-interpreta, a suo modo, i motivi di Schifano, Festa, Burri, Warhol riconfermando ancora una volta il valore soprannaturale dell’arte quale segno celeste di una società che  evolve, sempre! Come la lingua di un popolo, l’arte cambia aspetto, ma non smette mai di comunicare. Infiniti modi di intendere la forma, il colore, adeguandosi al mondo attraverso nuove ed inimmaginabili chiavi di lettura.
La Montanaro si cimenta con il “tutto” provando, così, a mettere ordine nel “Caos” della modernità e ridando equilibrio alle forme che, nelle sue opere, ritrovano un senso ormai perduto. I suoi “Tableaux” (Collage art, WPAP, Grafiche) sono la dimostrazione tangibile di quanto l’uomo sia in grado di riprendere in mano le redini della propria esistenza. Di governare la materia plasmandola a proprio piacimento pur mantenendo inalterato il mondo che lo circonda e ridando un senso alle cose. Insomma, la capacità dell’individuo di portare avanti un progetto proprio e a dispetto delle mode, delle correnti e dei format. Perché l’Uomo, l’Arte, la Vita … non si possono inscatolare!
 
 

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